Un giorno a Natale
Patrizia Ensoli
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S' inquieta il tempo,
dove l'ordine
è un paravento bianco
si ritrae in fretta,
pentito della polvere e del nevischio
sulla battaglia tinta dal terrore,
nell'immobilità troppo breve
troppo lunga, di un senno vago sull'ignoto.
La luna, dall'alto guarda muta
non coglie che tristezza sul quadrato della terra
i fili d'erba ormai falciati:
un grido d'innocenza che oscura l'aura bianca.
Tutto tace
nessun brusio tra i quaderni.
Sulle slitte al Polo Nord
campanelle senza più batacchio,
letterine orfane nel buio.
_
Un giorno, a Natale
il cielo pianse tutte le sue lacrime:
nacque un bimbo sulla terra
lo chiamarono [ Gesù ].
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Commenti (3)
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andrea sergi21 dicembre 2014
non vorrei andare via dal sito solo per poter commentare poesie come questa, ma stufo del modo di fare della redazione che dove vede e dove svede con rammarico vado via, di un .La poesia è meravigliosa
Ventola raffaele21 dicembre 2014
Poesia veramente meravigliosa, emoziona la sua lettura dall'inizio alla fine con una chiusa che è un vero capolavoro.
Paola Galli22 dicembre 2014
davvero entrano nella pelle questi versi e fanno riflettere perché c'è molto da riflettere!!...persino la luna guarda muta... e nella terra si ritraggono le luminarie, sotto l'onda orrenda di terrore e fango che ha colpito questo mondo! è un canto lieve ed accorato che mantiene un filo di speranza!!


