Lacrime ghiacciate
Quando i camini fumavano inquieti
e i cimiteri più che mai desolati,
divoravano bare senza aiuto di preti,
mi svegliai nel torpore di questi anni malati.
Era dicembre.
La neve cadeva come morti sul campo,
tutto copriva in un avido lampo
era dicembre ma la gioia non c'era
e il viscido freddo divertiva la sera.
Era arrivato...
Un soave fiorellino, dal sole baciato
muore appassito prïa dell ultimo fiato.
La fauna vivente, di profumi golosa
sola decade lasciando vuota ogni cosa.
Ahi fratelli se vedeste anche voi,
ciò che sembra felice distrugge e dispera!
Beato chi ha spirito di gioia improvvisa
e per la tetra stagione
non ha la testa recisa.
E piange. A stenti.
Soffoca il sole.
La nebbia superba l'ha vinto,
e deluso
rimpiange e detesta
la desolazione.
Con foga imperversa
dicembre crudele,
lacrima mia
che nel ghiaccio sei persa.
©
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