Metamorfosi
Chissà cosa ti dicevano i miei occhi mentre stridevano le viscere.
Forse erano specchi di vita ancora non vissuta.
Chissà dove fuggivano le mie braccia immobili sul muro.
Forse erano ali libere in volo,
ali lunghe, interminabili.
Chissà come il mio corpo rimase pietrificato
dal buio nel quale lo trascinavi.
Forse galleggiava nel mare lontano
avvolto dal sole,
dal canto di gabbiani nel cielo azzurro, immacolato.
Non me lo ricordo.
Non io.
Diventai un'altra quel giorno.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!