Il bambino con lo skate
Giorgia Spurio
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Mantidi in fila,
amanti di feste, luci
e luminarie.
Carta pesta, carta regalo,
il bambino è giù in strada
con i lacci slacciati, uno skate
e Big Bubble.
Madri in fila,
veli azzurri e veli rossi,
processioni e canti, fanno i cori.
Allo stadio, gli ultras mandano i botti,
in corto circuito va ET, le bici sì,
volano, tra i rami sono lì,
come gli impiastri, le stelle.
Parole in fila, parole crociate,
su lucido il foglio, la penna scivola l’inchiostro,
- Auguri, grazie... La neve non cade -
per il bambino che – non – tornerà,
con un naso rotto, lungo le vie
ha lasciato l’unghia e i graffi,
i denti e gli schiaffi.
Le gomme bucate, e i freni in malumore,
la luna con un sigaro, labbra rosse
- rosse – come il fiocco,
un nastro sulle curve e le nudità.
Suonano, campanelli – sgommano –
la strada ha la benzina sui marciapiedi,
il fuoco oltre i vetri, i tacchini e le meduse,
oltre i ragni e le perle tra i minuscoli canini,
re topo e la sua regina.
Più dell’universo, veloce,
sbatte la bocca, è legno contro la cute,
contro il guscio la noce,
bambino con lo skate in braccio.
- Rumore di Big Bubble - .
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Giorgia Spurio
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