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Poesia 25 dicembre 2014 · lettura 1 min · 1877 letture

Alla fine del Gregoriano

zani carlo 796 poesie pubblicate
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Fresco d'ogni anno pizzica il naso di novità quasi alla fine del Gregoriano... è sera della Vigilia eco di parole al vento tutti fuori la chiesa in quanto fumo di vin brulè e la memoria ebbra di tradizione miscela sapiente speziata speranza di un mondo nuovo... Piccoli segnali incantano discese immagini d'angelo prima che il respiro accolga nel freddo della notte il Miracolo piangere in sbuffi d'un bue ritratto stanco... Tra le costruzioni pietrificate di città infinite tutto l'anno a caccia di diamanti sporchi la magia d'un focolare impreziosito dallo spirito e dal sorriso scintilla di povere virtù annunciando la Voce dell'universo ché troppi i volti sordi della storia faticano ancora a capire il senso ma c'è ancora avanti tutta l'eternità...
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Un Natale di pace e felicità.

L'autore
zani carlo

Nasco a Brescia nel marzo 1970 verso la fine(28) e vivo attualmente in un ridente paesino della franciacorta:Fantecolo(provaglio d'iseo),una ridente frazione collinare di 500 anime. Faccio di professione il commerciante Ho da poco intrapreso una mia piccola missione: quella di mettere per iscritto quello che mi ba

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Commenti (4)

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Ventola raffaele25 dicembre 2014

L'incanto del canto Gregoriano, l'attesa per la magia della nascita, una serie di immagini molto belle, ed una chiusa notevole, fanno di questi versi una poesia stupenda.

Rosita Bottigliero25 dicembre 2014

Versi che lasciano intravedere gioia e bellezza d'animo... Molto apprezzata

Alberto De Matteis25 dicembre 2014

Ci son tanti, purtroppo, che ancora non capiscono il vero senso del Natale e della Natività di quel Bambino fattosi Uomo per amore di tutti. Ed io, da estimatore ed anche discreto conoscitoredel canto gregoriano, a cui hanno attinto i più grandi musicisti, non posso non ricordare con nostalgia quei tempi ormai lontani, pieni di semplicità e di gioia vera.

Patrizia Cosenza29 dicembre 2014

Vero c'è ancora tutta l'eternità, ma via via i valori si perdono e quelle musiche gregoriane quasi non si sentono più, abbiamo desiderio che tutto rimanga fermo un'atmosfera quasi ovatata. tutto piano piano svanisce e noi ci teniamo dentro come egoisti giusto egoismo di tornare alle radici.