Le Maschere Infuocate

Quanto amore misurato con lo sguardo,
quanta luce o dolore antico vissuto,
per rinascere senza essere morti,
non occorre essere grandi per comprendere
come il cielo possa stare nel palmo della mano
e il mare scorrerti dentro da sempre.
Le maschere infuocate si animano,
acquisiscono il sogno colorando
in chiaroscuro stagioni dissolte,
tra nostalgie e movimenti di agonia...
Cosi il guardiano dei campi dallo sguardo astratto,
ha osservato la grandine danneggiare il raccolto,
raccontando al piccolo Ammis,
la leggenda del vento
e il rumore sordo della pioggia che cade.
Avrà visto mille volte la mia vita animarsi, morire,
rivivere nella vita di un altro senza me stesso,
avrà vissuto il momento senza movimento
e l'estasi inerte senza fine.
Le maschere infuocate offrono il volto bronzeo
al vento d'aprile,
ai cristalli di sale provenienti dal mare.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Eolo
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Antonella Garzonio26 dicembre 2014
Dietro maschere nascondiamo la nostra insicurezza soffocando gli slanci del nostro cuore. Ci allontaniamo da noi stessi rimanendo prigionieri di un ruolo che non è il nostro,è fingere complicità,solidarietà...amore, è morire dentro.

