495 lettori online · 357.876 poesie · 7.563 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Amore
Amore 26 dicembre 2014 · lettura 3 min · 2811 letture

La Rimembranza

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
+ Segui
Era la neve, e gelidi erano i nugoli, e 'l tremulo orizzonte s'apriva a' sera; e io che qui giacea in tremiti e in tristi brividi affissi 'l guardo a un monte, e a una riviera. N'avea un sentir di subite ansie e inquietudine, e m'era reo 'l silenzio; e un Sentimento or s'ansimava in palpiti di cor immobile, un Destino d'assenzio, d'orbo tormento. Gemea di vane lagrime, di pena insolita. Col guardo in su' una via, scorgendo i boschi innevati di spasimi sentivo crescere la Poësia pe'i cieli foschi; e balenava all'anima un'ombra euforica, un dolce fiore incolto, rosa del verno, e in doglianze terribili cercai resistere al roseo stelo e al volto, a un nembo eterno. Assaporava io 'l limpido soffio dell'Etere, l'Elicònia diletta al mesto core, e al ghiaccio e fresco e cerulo e al fiocco candido d’una neve perfetta or n’ebbi Amore. Ma importuno ‘l labbro al docile occhio d’un valico versi sclamava e un’ode a’ viola alpina, e ‘l Destino famelico proruppe orribile all’ansio petto e in lode or d’una spina. Fu ‘l grido oscuro e formido l’ardente gemito e condannato e vano, l’infame urlare dal calle e dal patibolo e reo e dall’aquila d’un misero Titano in van sognare, e s’inquietava intrepido, soffiava languido, l’Alpi ne sibilava or come un corno del vento presso l’alito, ne’ feri brividi, e melliflua ansimava l’eco d’intorno, come Promèteo a’ fulmini del foco incognito, come un folle e ribelle nel scialbo cielo furioso e torvo un Angiolo dal negro spirito - d’un serpente la pelle - Nume di Belo. Ma la parola indomita febbrile e tremula come un’onda allo scoglio fredda s’infranse, e ‘l fior che sentìvala in tetro dòmino mi diè al petto un cordoglio, e al cor che pianse; e nell’oro d’un incubo di svelta lagrima un sogno fu al tramonto nel sonno insonne d’un Sentimento nobile giglio d’un’àliga che in memoria racconto e a Divi e a donne, e rinnegai ‘l vocabolo al mesto petalo. Pur non potei tacere, riapparve ‘l fiore di scialba neve e candida, di cari spiriti; e dolce m’è ‘l dolère, nel mesto core. Rosa di Santo Stefano, bell’iris d’Etere, neve d’un anno scorso, quieta magia, in memoria nostalgica e melanconica, questo è ‘l gentil rimorso di Poësia; e non volare via: più d’un stel di rosa or s’appassisce se ‘l fascinoso stame non ferisce!
♥ 0 💬 0
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

Tutte le opere →

Commenti (0)

Accedi per lasciare un commento.Accedi

Ancora nessun commento. Scrivi il primo!