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Sociale 30 dicembre 2014 · lettura 2 min · 1594 letture

Un essere umano caduto in disgrazia

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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La sera, poco prima di far cena, scendevo dal barbone giù di sotto (sinceramente mi faceva pena! ) e gli portavo un pasto appena cotto. Seduto sul cartone accanto al muro mangiava con i guanti lacerati, aveva barba lunga, volto scuro e gli scarponi logori e bucati, davanti ai piedi il solito cappello con dentro solo un paio di monete e il suo fedele, malridotto ombrello, poggiato in piedi, addosso alla parete. Lui non chiedeva niente a chicchessia e, quando, una persona gli portava qualcosa da mangiar, con cortesia alzava gli occhi e, poi, la ringraziava. Onestamente non ho mai saputo qualcosa riguardante la sua vita, chi fosse, ne da dove era venuto, neppure qualche cenno di sfuggita! Restava in terra con i suoi pensieri, non dava mai fastidio a noi passanti, aveva atteggiamenti calmi e seri, non si legava agli altri mendicanti. Iersera sono sceso con il pasto, ma lui non c’era più su quel cartone ..., ho chiesto in giro ..., un esito nefasto, qualcuno s’era accorto che il barbone non respirava più e con rispetto aveva contattato un’ambulanza sperando in un benevolo verdetto, però il suo cuor ... ne aveva già abbastanza! Nessuno saprà mai costui chi era, ne voci relative ai connotati, qualcosa concernente la carriera distrutta, come tanti sfortunati! ... Viviamo in questo mondo e siamo assenti di fronte a tutto ciò che ci circonda, non ci sforziamo ad essere presenti con qualche atteggiamento fuori onda che possa migliorar la vita altrui, guardiamo gli interessi personali e non le insicurezze di colui che vive in situazioni primordiali! Sappiam che sulla terra siamo tutti degli ospiti e godiam la nostra vita in mezzo agli altri, onesti e farabutti, seppur ci tolleriamo di sfuggita! Nel mondo non c’è mai l’amor fraterno, c’è solamente commiserazione per chi, purtroppo, scivola all’inferno e muore ... senza accanto un testimone! .
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I barboni sono nostri simili caduti in disgrazia, non sempre la vita riserva a tutti un vivere sereno nella propria famiglia, le circostanze a volte portano una persona a scivolare lungo i pendii della miseria sino ad arrivare a coricarsi lungo il marciapiede o sotto un porticato. ... Anche loro hanno diritto a quel poco di benessere e la solidarietà deve essere un dovere per tutti noi. Non si tratta di pietà o di commiserazione personale, ma di comprensione umana, quel lato di noi che ci porta alla solidarietà.

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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Commenti (3)

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carla composto30 dicembre 2014

condivido questa lirica nessuno cerca di aiutare queste persone, a parte regalar qualche monetina... non sappiamo nulla di loro spesso sono pieni di dignità, caduti in disgrazia per una sorte avversa... se ne vanno in silenzio senza dar fastidio... commpvente e sentita

Sara Acireale30 dicembre 2014

Una lirica ben stilata e di alto spessore sociale. Alcuni barboni non lo sono per scelta ma perché, dopo una serie di sciagure, si sono ridotti a non avere più niente. Oggi è facile andare a finire "dall'altra parte della barricata": basta perdere il lavoro e poi... tutto va alla deriva, il mutuo non si può più pagare, le bollette inevase aumentano... si perde tutto: casa, famiglia e il cartone diventa riparo notturno. Il Poeta, molto sensibile, a queste tematiche ci ha descritto un quadro veritiero, reale...

Alberto De Matteis30 dicembre 2014

Viviamo in questo mondo, ma siamo assenti a tutti i problemi seri e reali di tante persone, come quella descritta in maniera magistrale dal bravo Autore, che ha sempre spunti di impatto sociale molto importanti sui quali occorre riflettere.