Il processo

C’è silenzio nel
suo sguardo, non mi deve
fustigare; cerco solo le mie
ragioni, penso; come faccio a
chiamarla amore, se veste
da militare.
Ci sono
sempre lavate di capo,
che non fanno sicuro bene;
per una moglie ... questo è
grave, il matrimonio non
è sopportazione.
A casa; solo i
parenti vicini, gli amici
non possono mettere piede;
io sono un’esemplare nella
società e sul lavoro, insulso
sono per loro.
Nel momento
che mi chiama amore,
in quel gesto mi ha spento il
cuore; un fremito è il suo dire,
speravo che su di me non
fosse superficiale.
Non sono
impulsivo, neppure un
violento; cosa c’è di male, se
dico quello che di loro penso;
non sono lo strumento da
usare al bisogno.
Le sue lacrime
da coccodrillo, ma se ci
penso è una donna di panza;
un corpo non palestrato, alla
genitrice rassomiglia, con
lei si consiglia.
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