L'abbandono
Il pensiero malridotto
di atteso futuro.
Nella bettolaccia,
la voce avvinazzata canta.
Il suo lamento,
ricorda,
la premessa di un addio.
Per le strade sudice tutto intorno,
ne percorro il cammino.
Vecchi ripiegati in se stessi,
rimpiangono lamentandosi.
Nelle città del dolore
tutto risplende grigiore,
dove si affranca
d’indicibile livore.
Per gli indifesi,
non un ricovero sociale,
ma il ciglio putrido
di un marciapiede puzzolente.
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L'autore
Giuliano leandro loy
Scrittore di narrativa e poeta a tempo perso. Scrivevo fin dalla più tenera età, e questo vizio mi è rimasto anche nella mia maturità. Amo la filosofia e la studio, pur essendo consapevole dell'impenetrabilità fenomenica dell'uomo. Inizio ad essere molto Socratico, perché so di non sapere. Gli intellettualoidi di oggi
Commenti (1)
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Azar Rudif31 dicembre 2014
Caccerei di casa tutti i corrotti e userei le loro case per ospitare i senza tetto.
