Una carezza d' aurora
alias Marina Pacifici
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Una selva di lapidi
in un mare d' assenza
nel gelo di fine d' anno
accoglie tizzoni ardenti di rimpianto
e riflessioni desolate al sapore d' assenzio.
E Tu,
mio unico interlocutore,
dal regno del silenzio ascolti il mio canto
mentre l'inverno veglia il tuo riposo
libero dall'umano affanno.
Oltre i rovi della solitudine
il tuo sguardo ancora mi albeggia nell'anima
in una carezza d' aurora
che si perde nel bagliore d' autunno
di un lontano sorriso.
Lascio posare sulla tua lapide,
padre mio,
ciò che resta del mio cuore,
una preghiera
e l'azzurro pianto del fiordaliso.
©
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