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Riflessioni 4 gennaio 2015 · lettura 2 min · 3020 letture

Abbiamo la pelle raggrinzita, ibrida di ghiaccio e luna

Giorgia Spurio 671 poesie pubblicate
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Pelle, ghiaccio, luna. Il deserto degli occhi sulle schiene dei dromedari, maculati come fauni dalla pelle bianca, come da neve maculata. È il sapore del melo in liquore distillato, come il caffè nella mano, il latte sulle labbra, l’indifferente voce che attrae. È pena, è amore. È il jazz che la sera, tra le tasche delle disorientate erbacce, si ritrovano anime nate –dannate - dal parto il dolore delle arpie che dal pianto dal bacino cantano le anche e muovono le nebbie. È il tragitto degli orti, di testarde autocommiserazioni al posto delle zucche, cranio e falangi, febbrili astinenze, ossessioni tra le radici delle paranoie. È il rumore del Tevere, fuochi e aranci di stelle filanti, artifici di cieli e castelli dai neon messi in piedi, lenti, mesti. E di te, pioggia di vento e di foschia, sulle strade, il cemento e asfalto traditi, la bufera e di neve l’ape regina, quasi posso toccarti, quasi sentirti, brivido nelle costole, il bacio delle allucinazioni. Ronzio delle ali di brina, e miele nel cristallo prigioniero, l’occhio che si inietta dalla chioma nera sulla nuca bianca, il capillare screziato, solo non sei più te, e ho condanna.
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Commenti (1)

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Annamaria Gennaioli9 gennaio 2015

Leggere e trovarsi dentro un vortice, mistero che affascina e ti solleva con la forza della natura... Bella e particolare...