693 lettori online · 364.026 poesie · 7.563 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Morte
Morte 4 gennaio 2015 · lettura 1 min · 4575 letture

Eutana e sia

omissam 412 poesie pubblicate
+ Segui
non finirò mai di lasciarti... era tanto che non sorridevi ora così gelida e rafferma dormi da bimba le mani statiche ravvivate del tuo seno campo di frumento steso al sole supplicavi solo rotear dell'iride tubicini al posto delle vene acqua finta cibo dal sapore assente lenzuola da non cambiare camici candidi che non vedono perché imitare la vita se non posso respirare correre piangere... metti la fine nella flebo te ne prego anche se non puoi sentirmi guardami degusta le piaghe avvolgi i fottuti dolori colorami pene infinite non sono viva non sono viva ho vissuto tanto dolcemente porto i debiti della vita come bagaglio ora voglio spezzare il mio fiato meccanico aiutami se hai rispetto di me aiutami... grazie ora posso andare ho smesso di lasciarti
♥ 0 💬 7
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

A tutti voi

L'autore
omissam

siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro

Tutte le opere →

Commenti (7)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Catia Dinoni4 gennaio 2015

Testo che tocca un argomento molto spinoso, trattato devo dire con enorme sensibilità dall'autore, ne emergono immagini vive e grondanti di quel silenzioso grido d'aiuto, si scatenino pure le correnti di pensiero, scegliere la vita sempre è comunque, ma personalmente dovessi trovarmi in una situazione irreversibile, vorrei quel diritto, o chi per me, di mettere fine ad una sofferenza, lo definisco "rispetto"... Un inchino Poeta, sempre di grande impatto emotivo leggerti.

Antonio Biancolillo4 gennaio 2015

L'incipt che cattura e ti porta tra quelle sensazioni che stringono il cuore ... su quei pensieri che scrutano il dolore e ti portano su scelte di silenzioso abbandono... una scelta così personale e dentro momenti particolari... racchiusi negli ultimi versi... Molto apprezzata...

Berta Biagini4 gennaio 2015

Attimi di vita che osano mettere in dubbio quale sia “il bene ed il male” – una scelta difficile anche se ponderata, lascerà in noi atroci incertezze che sempre nel tempo perseguiteranno. Un grido disperato che fa venire i brividi - si arriva alla fine della poesia con difficoltà.

Massimiliano Moresco5 gennaio 2015

Autore che come pochi riesce ad emozionarmi, a farmi spesso piegare dalle risate e farmi pensare. Non è questo il caso, rimane vivida l'emozione nel leggere versi così, semplicemente belli e colmi di cuore.

Elena Poldan5 gennaio 2015

Al di lá della forma, impossibile non soffermarsi su di un tema tanto dibattuto... ė vivere questo? cosa é giusto fare in casi del genere? e la morale, l'etica, la religione... che posto assumono? domande insolute che trascinano strazi dimenticati...

Matilde Marcuzzo5 gennaio 2015

sono d'accordo con Antonio, l'incipit cattura, il tema è delicatissimo... ma all'inizio l'autore con la sua abilità diluisce il dolore con parafrasi altamente sovrannaturali e distrae, riporta il lettore ad uan consapevolezza di chiusa che stringe il cuore e l'animo. solo i grandi scrivono così. s+ f

nemesiel22 gennaio 2015

Acclarata poetica di un autore che sa trattare con pari abilità argomenti scivolosi, delicati, coinvolgenti ed altri irriverenti, satirici, lievi... L'onda dell'emozione prende per mano il lettore e lo conduce in un lento, appena percettibile crescendo per poi tornare alla sommessa delicatezza dei primi versi. Eutanasia. Già. Chi riesce a dare una risposta certa al quesito? Sicuramente la morale, inculcata o naturale che sia, sembra voler dare precedenza alla vita ma... non appartiene alla vita il diritto ad una morte degna, decorosa, rispettosa della creatura?