La tunica del rispetto
Marco Canonico Baca8175
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Ogni vagito di luce
mi vesto d'ignoto,
so' che dovrò lustrare
la tua sordida avidità,
sui miei sorrisi,
su anime meretrici,
ad un aureo vuoto.
Plasmato da cifre
che son tunica di rispetto,
la mia è diafana
e umilia il senso,
d'ogni mattina,
d'ogni mutilazione
a desideri e doni.
Un dì non m'alzerò più,
lieviterò di unicità
e mi ricoprirà l'orgoglio,
perché potrò alzar il capo
e abbagliarmi di stupore,
orlerò la mia veste con dignità
e avrà fraganza di coraggio.
L'alba della rinascita,
sarà il futuro supplizio
degli errori immutabili
e scoprirai le lacrime,
saranno fiume di ridestazione
che porteranno la fine
e incideranno la mia pace.
Indosserò un volto imperturbabile,
accarezzerò le cicatrici temporali,
sarò finalmente un limpido nulla.
©
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L'autore
Marco Canonico Baca8175
Sono nato esisto ancora e riesco a pensare in un'ellisse verde e muschiosa. fatto di astrazioni voglio essere vissuto senza limiti di raziocinio. Non toccarmi respirami!
Commenti (1)
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Mario Bugli2 luglio 2007
Versi che penetrano e urlano a voce bassa... l'indignazione per l'ingiustizia sociale è resa magistralmente e trova nella splendida chiusa il punto più alto. Bravo... bravo!

