Ma comme faccio a dì?

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La dolcezza di questi versi è innegabile... la musicalità della lingua napoletana riesce a catturare e riesce meglio ad esprimere tutte quelle emozioni e quelle sensazioni che ha voluto trasmettere l'Autore per un grande Artista scomparso... Il Cassese ormai ci sta abituando a deliziarci nell'ascoltare i suoni della sua lingua... che tanto ama e che tanto ha voluto approfondire l'apprendimento della sua difficile scrittura... Molto apprezzata...
Al di là dell'indubbia bellezza delle quartine in endecasillabi con le quali il Cassese ha reso omaggio al grande poeta e cantante scomparso, vorrei dire (ai lettori di altre parti d'Italia) che l'autore usa benissimo un dialetto napoletano "puro e duro" (alla Raffaele Viviani, per intenderci), difficile anche per parecchi Napoletani stessi (abituati ormai a una sua versione edulcorata, "eduardiana"): io vivo in provincia di Napoli dalla nascita, ma confesso che ho dovuto consultare un paio di vocabolarietti per interpretare bene sette o otto parole. Il mio conterraneo, se mettesse qualche nota esplicativa, penso che la maggior parte dei suoi lettori lo ringrazierebbe!
La leggo ora per la prima volta. bellissima ed accorata lirica per un figlio di Napoli e dell Italia tutta che ha segnato il suo ed il nostro tempo con motivi e canzoni "viscerali" e poetiche. il poeta facilitato dalla verità del suo sentire. Complimenti.

