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Introspezione 6 gennaio 2015 · lettura 2 min · 3222 letture

La porta

Giorgia Spurio 671 poesie pubblicate
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E tiro l’acqua, e accendo il fuoco. E vado a capo. Il pensiero si inietta, liquido anestesia, dall’orecchio al nervo, la paralisi del gelo e del bruciore, il morbo che stringe collo, gola e il capo si china, indietro. E soffio sulle tenebre, e ammanetto le ombre. E torno là, dove i mostri ridono. Il silenzio ha il tuo profumo, solitudine e sudore, i passi delle scarpe, della polvere sotto i piedi, i capelli azzurri delle televisioni. Pesci rossi nuotano, nella bolla del nulla, tra la mano e il corpo, la maniglia e l’affanno, tra l’occhio e la sparizione, l’ottone e il ferro, tra la scomparsa e la stritolazione, e si sgretola nell’inconsapevolezza. E bussano, e non è nemmeno il corvo, e bussano, e non è nemmeno l’incubo, non osa neanche il tetro a scomodarsi, e a stento si alzano gli scheletri dei ricordi, del futuro e del boia. Si corre, oltre, si è fermi, oltre, sempre allo stesso momento, un tempo eterno che deride le bugie. - E gracchia - . E bussano.
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Giorgia Spurio
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Elle L6 gennaio 2015

Ci sono molti passaggi in cui ciò che separa resta lì, immutato, immutabile. E c'è un altro diverso fluttuare che si accomoda dove può, dove trova la possibilità di esistere, per resistere.