Lacrime
Giovanni Monopoli
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Socchiusi occhi,
volto segnato da schegge di pensiero,
un silenzioso prostrarsi s’avvede
mentre un coprente velo alita
a voler celare grande malinconia.
Dal cielo una osanna,
carezza il vento l’umile parola: Mamma!
mentre lacrime discendono sull’anima
a mostrar supplizio d’un viso stanco.
Piange alla ricerca del figlio perduto,
piange per la brutalità dell’essere,
per voler trovare la verità
or vestita di nostalgia
e con la preghiera porge le mani,
invocando l’apparizione del Signore.
Le guance segnate sono dalla sofferenza,
una accigliata fronte alla memore passione
tutto nel circospetto silenzio, mestizia,
tutto nel dover osare nella celestiale venuta
al cuore l’inebriata spiritualità
per donare al prossimo la pace, giustizia
amore... la felicità.
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Giovanni Monopoli
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