Così vicina
Penetra a fondo,
lacera carni fragili
il canapo teso dell'arpione
trascina via, non molla.
Strappa i capelli drizzati
nella ferrea presa tirati
la mano oscura stringe
non molla, tira via.
Spegne la tenue fiammella
il soffio gelido
oscura le bianche e pure pareti
fa freddo nella morsa del gelo.
Aggrovigliato tra i rovi
come la rondine
diventa rosso il petto più ci si muove,
più si resta intrappolati.
Aspetta la luce, la fede, la consapevolezza...
...La libertà è a due passi...
Vicina.
©
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