La tua fine
Tremi prepotentemente
mentre un fiore e un serpente aspettano
sulla riva beffarda del fiume
cercando il tuo silenzio
con la bellezza e la paura.
Temporeggiare ancora
per perdere tutto ciò che è tuo
e non sapere più nulla
e non soffrire
meno che la nostalgia che si strugge,
immaginaria, del mai posseduto.
Qui non c’è vergogna,
né rimorso, solo un canto blasfemo
senza scopo, se non la tua libertà.
Appeso a un lampadario, c’è più luce
che nell’aldilà.
©
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