Il denaro ci rende il sangue amaro
“Alberto, scusa, siamo sempre amici,
ma io ti ho fatto un prestito, ricordi?
Capisco che fai tanti sacrifici,
ma non voglio però che te ne scordi!
Son già passati più di sette mesi
e non m’hai dato mai nessun acconto,
i soldi te li ho dati e tu l’hai presi,
... se te li chiedo, poi, fai il finto tonto!
Il tuo comportamento è un po’ scorretto,
perché dovresti almeno dir qualcosa,
invece, taci, sai che sei in difetto,
...ma fammi una promessa dignitosa,
in modo che io possa star tranquillo! ”.
Alberto lo guardò e, poi, rispose:
“Ti devo quel denaro ed io m’assillo,
in quanto alle promesse sono cose
che volano nell’aria con il vento!
Inoltre non ho mai firmato niente,
perciò dovresti esser già contento
che non rinnego il prestito corrente!
Invece, se rompiamo l’amicizia,
tu non mi puoi venire più a cercare
e, quindi, non tacciarmi di furbizia,
perché, altrimenti, andiamo a litigare!
I soldi te li rendo, prima o poi,
ma il mio stipendio è misero, lo sai
che non ci son segreti tra di noi,
i soldi, a tempo debito, li avrai!
... E mi dovresti pure ringraziare,
perché son sempre stato un uomo onesto
e non mi sento in grado di negare
quel tuo favore, quindi, non contesto!
Però non ho firmato un documento
e ti devi fidar sulla parola,
se mi dai tempo, forse, t’accontento,
sennò mi metterò la museruola! ”.
Rispose l’altro: “Cosa devo dire?
Se te li chiedo ... sono un avvoltoio
e se sto sempre zitto, ... va a finire
che aspetti, con pazienza, ... finché ... muoio! ”.
Un senso di rimorso per Alberto,
il quale disse: “Siamo due fratelli,
se muori tu, io proverò sconcerto,
purtroppo, i soldi, ... sono dei coltelli
che rendono la stima un po’ dubbiosa ...,
... domani venderò il mio quadro antico,
seppure la coscienza è assai ritrosa,
... perché non voglio perdere un amico! ”.
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
Commenti (2)
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Gentiana Marika14 gennaio 2015
è sorprendente la capacità dell'autore a far vivere un'intera storia (e anche la morale finale) tra le sue meravigliose rime. Mi complimento davvero!
carla composto14 gennaio 2015
ma che bravo questo poeta sempre pronto a regalarci attimi di vita vera seppur in verseggio di poesia... il mio sicero plauso

