Giovanissima passione
Molli eran gli orti d’un paese andato,
sotto un vapore come un freddo pianto
mentre, immaginandoti con me accanto,
svanivi dietro ad un vetro appannato.
La finestra mi nascondeva il tanto
che bastava per sognarmi un amato
o l’amico a te così intimo e grato
da blandirmi e straziarmi dell’incanto
che inocula in noi la parola amore.
Bruna e soave ti chinavi nell’orto
a prendere non me, ma un ravanello;
lo pulivi, lo addentavi e il dolore
mio per la tua innocenza aveva scorto
la catena tra noi e un rotto anello
che se si chiude quello,
serrando stretti due bocche e due cuori,
brucia la carne in un crogiolo d’ori.
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