Il guardiano del cimitero
Cristiano De Marchi
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Sono un gatto,
un gatto nero
vivo all'ingresso di un cimitero
abbandonato tra croci, lapidi e fiori
senza remora alcuna e senza dolori
osservo le notti con un po’ di paura
saltello fra tombe e quattro mura
non ho mai avuto padroni da amare
ma mille anime da custodire.
Nel campo santo io dormo in pace
c’è tanto silenzio e poca luce
vivo di stenti e lo dico davvero
ma sono il guardiano del cimitero.
All’alba scendo tranquillo in paese
mi lecco e sbadiglio ... le solite cose
son zoppo e la coda risulta spezzata
son storie di vita, di vita vissuta
attraverso la strada davanti a quel tale
che si ferma di scatto perché porto male
m’apposto sdraiato di fronte al portale
per veder se anche oggi c’è un funerale
vi sembra un po’ strano ma non c’è da scherzare
anche il gatto guardiano deve pur mangiare,
dalla borsa qualcuno senza farsi vedere
mi tira un avanzo e poi va a pregare
mi viziano in tanti e mi curano appunto
perché vedon in me lo spirito di un loro defunto
questa cosa mi ha dato tanti nomi negli anni
chi mi chiama Pasquale o Francesco chi Mario o Giovanni.
Si apre il portone esce la bara col morto
e la vedova dietro con fare assorto
il chierico inizia la procession sulla via
mentre le donne intonano la litania
allora mi alzo con la mia zampa offesa
e balzello balzello sulla strada di casa
di nuovo quel tale superstizioso
mi fa le corna, diventa noioso...
supero tutti devo arrivare per primo
gli onori di casa van fatti benino!
Questa è la vita di un gatto, un gatto nero
di profession guardiano del cimitero
non ho mai avuto padroni da amare
ma stanotte un’altra anima dovrò coccolare.
©
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L'autore
Cristiano De Marchi
Commenti (2)
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Berta Biagini19 gennaio 2015
E pensare che ne ho avuti tre di gatti neri e l’ultima assomiglia proprio al personaggio della fiaba, con quella zampina offesa. Mi domando sempre come si fa a credere a certe cose, che non voglio nemmeno mettere per iscritto.
Alberto De Matteis19 gennaio 2015
Fantastica fiaba che può essere letta ed apprezzata da grandi e piccini, per la scorrevolezza ed il ritmo incalzante e piacevole. A me ha procurato un sorriso ma anche tanta tenerezza quel "gatto nero" che molto spesso viene vituperato ed allontanato, quando invece è da considerare come tutti gli altri gatti. Un plauso sentito al bravo Autore.


