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Fiabe 19 gennaio 2015 · lettura 2 min · 1525 letture

Il guardiano del cimitero

Cristiano De Marchi 282 poesie pubblicate
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Sono un gatto, un gatto nero vivo all'ingresso di un cimitero abbandonato tra croci, lapidi e fiori senza remora alcuna e senza dolori osservo le notti con un po’ di paura saltello fra tombe e quattro mura non ho mai avuto padroni da amare ma mille anime da custodire. Nel campo santo io dormo in pace c’è tanto silenzio e poca luce vivo di stenti e lo dico davvero ma sono il guardiano del cimitero. All’alba scendo tranquillo in paese mi lecco e sbadiglio ... le solite cose son zoppo e la coda risulta spezzata son storie di vita, di vita vissuta attraverso la strada davanti a quel tale che si ferma di scatto perché porto male m’apposto sdraiato di fronte al portale per veder se anche oggi c’è un funerale vi sembra un po’ strano ma non c’è da scherzare anche il gatto guardiano deve pur mangiare, dalla borsa qualcuno senza farsi vedere mi tira un avanzo e poi va a pregare mi viziano in tanti e mi curano appunto perché vedon in me lo spirito di un loro defunto questa cosa mi ha dato tanti nomi negli anni chi mi chiama Pasquale o Francesco chi Mario o Giovanni. Si apre il portone esce la bara col morto e la vedova dietro con fare assorto il chierico inizia la procession sulla via mentre le donne intonano la litania allora mi alzo con la mia zampa offesa e balzello balzello sulla strada di casa di nuovo quel tale superstizioso mi fa le corna, diventa noioso... supero tutti devo arrivare per primo gli onori di casa van fatti benino! Questa è la vita di un gatto, un gatto nero di profession guardiano del cimitero non ho mai avuto padroni da amare ma stanotte un’altra anima dovrò coccolare.
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Una fiaba, per grandi (e bambini...) un mestiere per un gatto un po' insolito ... ma mi ha fatto sorridere! (foto tratta da web senza descrizione)

L'autore
Cristiano De Marchi
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Commenti (2)

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Berta Biagini19 gennaio 2015

E pensare che ne ho avuti tre di gatti neri e l’ultima assomiglia proprio al personaggio della fiaba, con quella zampina offesa. Mi domando sempre come si fa a credere a certe cose, che non voglio nemmeno mettere per iscritto.

Alberto De Matteis19 gennaio 2015

Fantastica fiaba che può essere letta ed apprezzata da grandi e piccini, per la scorrevolezza ed il ritmo incalzante e piacevole. A me ha procurato un sorriso ma anche tanta tenerezza quel "gatto nero" che molto spesso viene vituperato ed allontanato, quando invece è da considerare come tutti gli altri gatti. Un plauso sentito al bravo Autore.