Il dono

Mi cogli, nella rete
del tuo dolce divenire
e l'acqua dal cielo si abbandona,
eternità bagnata, dentro un bosco mormorante
sussurri, le cascate vive e chiare
ma sono, le tue umide labbra
che cerco, docili giacigli di sole
si staccano dalle foglie, mormora un abisso.
Oscura la mia voglia
rosso cuore, del tuo sangue libero
io seguo ogni respiro
così che il vento, il tuo
mi scuota dentro
Dove dormi amore mio?
L'erba è verde nei prati, ci libera, ci accoglie
distesi, goccia il cielo
su di noi
In una sensazione, una luce sottile
una voce
che l'anima fermenta
dove, anche le stelle invidiano
questo mio dono,
questo mio cielo.
©
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Commenti (1)
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nemesiel21 gennaio 2015
Ritrovo con piacere l'elegante verseggiare di questo poeta che riesce a dipingere momenti di intima dolcezza con un linguaggio che non si fa mai stucchevole pur nella sua soavità...il tocco sensuale è percepito come un delicato velo che avvolge la bellezza nella sua totalità.
