Ricordo...
Nella calura meridiana,
all’ombra dei filari ricamati
da foglie maculate
e grappoli viola,
distesi, muti, ascoltiamo
le radici respirare…
Ricordo l’odor di camomilla,
che circonda il biondo cesto
dei tuoi capelli;
i languidi occhi nocciola,
il tremor dei tuoi seni colmi,
la tua carne rosea
che non si concede
all’infuocato sguardo del sole.
sfrigola la calura…
anche la cicala tace…
il desiderio ribolle nelle vene.
Tu, ansiosa, attendi…
Io prendo coraggio…
la brezza della collina fa palpitare
le foglie e dolcemente accarezza
le nostre reni che mietono il piacere…
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
O
Oliviero Angelo Fuina4 luglio 2007
Beh, ti leggo solo ora e devo dirti che non è per niente male, anzi, questa tua sensualissima poesia d'amore. Nella mia leggendaria pedanteria avrei evitato i tre puntini di sospensione (in poesia si può supplire ad essi con pause e righe vuote di respiro) . Nel ritmo della lettura che stile detta avrei evitato l'apocope ”tremor”. A parte questi infinitesimali nei devo solo farti i complimenti per l'eleganza e la proprietà di linguaggio che hai dimostrato. Bravo!