Tu sai che sbiadiscono le sere
Francesco Paolo
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Canovacci stantii, tolleranze occultate
nei precordi dell'animo sfrondato;
si fa sera.
Tra un rivolo di sale, e impegni
ai piantoni di strada.
Tu sai che le gocce in un secchio
abiurano l'immenso vagare;
sonnecchiano rimosse dai larghi
faraglioni, strisciando verso
il fondo di anonimi languori.
Così la sera cade, nel grave
gocciolare; d'istinto una parola
si eclissa come un panno,
tra i segni e una virata di
intense soggezioni.
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