Gelo
Guardo la tua bocca che mi parla
e non vedo più lo stesso sapore...
perso in quelle superficiali parole che a malapena riconosco,
che non vorrei capire...
che non vorrei ascoltare.
Si dissolvono così
in una sera di un gennaio senza ardore...
il profumo dei baci, l'odore dei miei ricordi
e l'inconsapevolezza del mio spirito
che ancora attonito
si vuole scaldare al fuoco delle tue mani.
Non più amore mio
non più illogici pensieri di unione dei corpi
non più essenza dei tuoi occhi
non più sguardi compiaciuti
non più respiri smarriti fra la carne
né voluttà squisite
neppure più idee ironiche, né voli stellati
dietro i vetri gocciolanti di nebbia
o freschi di luna
dove rimbalzavano le ossa di spiriti incoscienti
ed ardenti di lotte fra i sensi.
La mia anima giaceva da sola col tuo potere selvaggio
ricco di giochi sregolati dal migliore dei propositi
e misero di empatici sentori.
La mia testa non viaggiava con te
ma sopra di te
la tua... sintonizzata su erotici tabloid.
Tristi occhi secchi di lacrime ormai
cedono il posto a quel era un sublime miscuglio
di arrendevolezza, patema, gratitudine e rispetto...
alla drammatica distanza del tuo cuore.
©
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