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Dialettali 23 gennaio 2015 · lettura 2 min · 1585 letture

Povera ROMA, l'hanno fatta piagne!

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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Roma, Madre mia, su, su, nun piagne, nun guarda’ ciò, so’ cose da capisse che ‘sta Città è piena de magagne ..., ce manca solo che l’Apocalisse ... Nun fa così, nun pèrde de coraggio, se vedi li barboni alla stazione, ma loro nun intàsano er passaggio, riposano tranquilli sur cartone! E nun fa caso a quelle prostitute straniere lungo tutti i marciapiedi, ma chiudi l’occhi e pensa alla salute, è mejo se ‘ste cose nun le vedi! E, forza, daje, attàppate l’orecchie pe’ nun sentì li scandali ar Comune, so’ già passati! ... Ormai so’ storie vecchie, ...i dipendenti c’hanno er core ... immune! Pe’ nun parla’ dei viali scarcinati, ce so’ le buche lunghe un metro e mezzo e li romani mo’ se so’ stufati de sta’ a cambia’ ogni giorno quarche pezzo de la propria vettura ben pagata co’ tanti sacrifici sulle spalle, la gente è infastidita, s’è stufata, in pratica ... je girano le palle! E, poi, c’è la camorra organizzata che agisce come fosse a casa sua, se scambiano la “merce mascherata” ridènno sempre ... sulla faccia tua! E c’è la droga fuori da le scole, li delinquenti se so’ congegnati, tra poco serviranno le cariole pe’ consegnàlla nei supermercati! Li sampietrini de Piazza Venezia saranno tolti pe’ l’asfalto nero, ma tutto questo sembra ‘na facèzia, ...ce lèvano ... li resti dell’Impero! Te sei ridotta male, Roma mia, sortanto er Centro Storico è pulito, se t’azzardi a passa’ in periferia c’è rischio che se po’ sporca’ er vestito! Nun respira’ c’è l’aria ch’è inquinata da le macchine e i mezzi de trasporto, pe’ corpa dello smog s’è avvelenata, se séguita così ... ce scappa er morto! E nun guarda’ se tutta la grannezza che circondava Roma Universale, adesso è ricoperta de monnezza che disonora Roma Capitale! ...... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ‘Sta Roma nostra l’hanno fatta piagne, ‘ste perfide carogne, ‘st’avvoltoi, li staneremo su pe’ le montagne, ...un giorno o l’artro ... ce pensamo noi ...! .
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Una lirica polemica all'insegna della Roma d'oggi, una città sempre più violentata e abbandonata a se stessa, oramai è diventata una babele, dove tutti fanno ciò che vogliono, una città allo sbando, senza più controlli contro la malavita, la prostituzione, la corruzione, la droga, ecc. ... la mia lirica ha la pretesa di smuovere questo stato di cose, Roma merita ben altro! !!

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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Commenti (4)

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Annamaria Gennaioli23 gennaio 2015

Duole lo stomaco a leggere questi versi, raccontano quello che sta accadendo a Roma, spiace vedere un cosi grande patrimonio lasciato andare, la gente prepetonte e canaglia che primeggia con il compiacito di chi non vuol vedere, occhi chiusi fino a quando... Ormai siamo arrivati alla frutta e non si può mettere la testa sotto la sdabbia e pulire solo il centro, qui si deve svoltare, svolta che solo il popolo può fare cercando di mandare a casa chi non è competente, perché questi a comandare han messo i camorristi... Non solo a Roma... ormai la piaga si è dilagata a macchia d'olio bisogna dire basta... Deturpano una storia antica dandola in mano a imprese e non ha restauratori, noi che siamo gli insegnanti nel mondo del restauro...

carla composto23 gennaio 2015

e te credo Roma accoije tutti é generosa... n' cappia via nisuno... versi belli e sentiti come romana mi inchino davanti a tanta bravura...

nemesiel23 gennaio 2015

Roma... ma potrebbe essere una delle tante altre (troppe) città della nostra splendida terra. Siamo un popolo che si crede più intelligente degli altri, che pone la furbizia come elemento di capacità positive, che pensava si potesse vivere su antiche glorie e che invece di guardare al futuro tenendo dacconto il tesoro del passato, cammina e distrugge il campo dove dovrebbe seminare senza accorgersi o, meglio, idifferente a quello stesso tesoro che dovrebbe proteggere e che rappresenta la vera nostra arma di riconquista di lavoro e dignità, economica e culturale... Efficacissima e piacevole come sempre

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Antonio Terracciano25 gennaio 2015

Ricordate il "Mito" e la "Rona"? Erano gli acronimi che, un paio di decenni fa, alcuni politici avevano coniato per indicare le due grandi megalopoli italiane (Milano con Torino, e Roma con Napoli), ognuna con due metropoli simili per cultura, tradizioni, storia, economia, ecc. Del "Mito" non so, ma la "Rona" si è effettivamente realizzata... I difetti della capitale, elencati dal poeta, sono molto simili a quelli che Napoli già aveva da tempo, e che ho in parte stigmatizzato in alcune mie poesie. A volte sembra che un incendio, attecchito al Sud, risalga poi con vigore nel resto della penisola; di quanta acqua (pura) abbiamo bisogno per spegnerlo?