Poi, il mare

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amore... pensieri... anima... placenta ed assenza dal reale... che dire... stupenda! !!
il mare sembra essere per alcuni di noi, spesso per i poeti il luogo di pace infinita, di trasporto e riposo, di allontanamento e rifugio, ed immenso si stende trasportandoci, cullandoci, curandoci, ed il pensiero nei momenti in cui l'anima è sofferente si rivolge a quel luogo disteso e liquido che ci accoglie, come un grembo materno al quale ritornare! e quindi... poi il mare!
Talvolta il chiacchiericcio esterno, quel suono indistinto di molte voci che all'unisono si sentono quasi in obbligo di dare la loro opinione, può far perdere il senso dell'esistenza e giustamente stancare. Allora è meglio rifugiarsi nel proprio mare (inconscio?) ed assaporare i nostri pensieri e la nostra intimità. A volte chiudersi al mondo può insomma essere terapeutico.
Quanti pensieri, quante emozioni... il nostro inconscio, il nostro mare interiore, il nostro eterno andare verso e contro corrente, nonostante tutto e tutti ...molto espressiva
E' quando"manca il fiato ad una voce"come scrive l'autrice, che si ha il disperato bisogno di cercarla in sè stessi, lontano dal mondo intorno, lontano da chi può distrarre dal pensare per poter raccogliere il proprio pensiero e farlo vagare nell'idea che possa riprendersi. Che possa mettere le ali per spaziare nell'infinito o in quel mare, visto come un'osai di serenit, dove trovarsi a tu per tu con quell'onda che ti culla, che ti fa sentire protetta dalla tempesta. Là dove tutto è pace, dove tutto può comprendere senza parlare, senza fare male. Là dove risplende il senso del proprio io, che pensa, che ama, che ascolta "rassicurata in acque chiare di scissione". Versi che cullano l'anima e la proiettano in un senso di serenità,di verità assoluta.
In simbiosi con il mare fulgente con le avversità almeno in particolari momenti che dettano ispirazione per mirabile poetica.






