Piretiche ore
Giacomo Precone
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Il grigior di cielo
ch’assedia ogni cosa,
nell’animo, è nero.
Lo sento,
calar mesto
su coltri sgualcite,
il vuoto che, apatico,
opprime
l’interno di
queste, a me,
avvezze mura
or pregne soltanto
di clinico tanfo.
Nel tronfio perlar
di membra ridonde,
assidue, imperano
tiranniche vampe
e gronda delirio
il mio senno fiaccato.
Il nulla m’assale,
e, vile,
cancella le orme
su spiagge
appena sognate.
©
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L'autore
Giacomo Precone
Giacomo Filippo Precone nasce il 24 Luglio 1962 a Diso, piccola cittadina della provincia di Lecce, dove ancora oggi vive e lavora. Amante della pittura, della musica, del teatro e dell'arte in genere e da sempre attento a non indirizzare la propria esistenza nei complicati meandri del superfluo, non ferma l‘occhio su
Commenti (1)
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Salvatore Masullo28 gennaio 2015
Ottimo ed azzeccato verseggiare! Divinamente descritte atmosfera, ambiente, stato fisico, impazienza, stanchezza piretica e quel "vuoto che opprime" sotto coltri sgualcite entro mura domestiche. Piace quel "perlar di membra" che mi sa tanto di antipiretico che sta facendo sudare il proprio corpo, viatico per una sana guarigione da febbre e malessere conseguente. Molto apprezzata, complimenti!

