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Famiglia 24 gennaio 2015 · lettura 1 min · 722 letture

Le mani austere di mio padre

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Mavec 381 poesie pubblicate
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Ricordo di quelle mani rapide carezze callose, tremanti e austere, erano mani di fatica dura, segnate da cicatrici, tozze e pesanti, narranti storie di privazioni, di giorni di calcina e di mattoni, di pane e companatico e niente vino. Mani dure, poco propense al gioco. Me le ricordo posate sul tavolo, la sera, stanche e sfatte, poggiate sul legno, quasi a riflettere sulla giornata passata, poi sul nuovo giorno a venire. Le ricordo così come le vedevo, ma non le ho mai tenute nelle mie, forse per timore, rispetto, non so ed ora rimpiango di non averle strette il giorno che quelle mani, sbiancate, erano immobili su letto di morte, finalmente acquietate...
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Commenti (1)

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Davide Ghiorsi24 gennaio 2015

Una poesia di una forza ed allo stesso tempo di una dolcezza infinita, il poeta riesce a trasmettere al lettore una grande sensazione di amore e di rispetto nei confronti del proprio padre, un amore magari silenzioso ma che traspare in tutta la sua dolcezza nell'ultimo istante. Versi che toccano il cuore infinitamente.