Incontro
Mirela Stillitano
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Accadde un giorno, che era notte
mentre il crepuscolo restava
sul fondo degli occhi
e l'alba prematura partoriva dubbi.
Passeggiavo ai bordi di una foresta
discutendo alla mia destra con il cielo
e alla mia sinistra con la terra
dando ragione all'uno e all'altra,
quando incontrai un giovane.
Fai venire voglia di essere migliore,
disse, per te potrei impazzire
anche se ho un cuore nel petto
di cui non conosco il battito.
Poi d'improvviso cambiò la voce,
mai ti vorrei diversa da ciò che sei,
aggiunse dolcemente.
Ti amo, ti ho amata, ti amerò
e non ti costringerò a svuotare
le vene della tua fede.
Sei la mia vittoria e la mia sconfitta
la più colma di dolore
tu, che di amare non sai smettere
ti accendi e travolgi tutto ciò che sfiori.
Un veleno che della vita ha i colori
offri e lo chiami amore, anche se
mi tieni libero di volare con le catene
leggere di uno sguardo.
Non so svelare il tuo inganno,
se tu fossi un numero potrei
dividerti, possederti e comprenderti,
ma Dio ti ha dato bellezza mutevole,
l'anima di un angelo e la lingua
sacrilega di un demone che incanta
e sposta montagne con le parole.
Ti perdo e mi perdo
e mille volte ti ritroverei
lampo di fuoco e fame di vivere,
sulle tue labbra mi scoprirei
disonesto con la giustizia dei giusti,
uomo di creta, plasmato dai tuoi venti.
È giunta l'ora di andare, amata libertà
signora della mia fantasia.
Mi mostro allo specchio, che reggi
tra fiori e scarti dell'umanità insolente.
Ho le mani vuote e la testa piena di te.
Perdonami, se non so amarti
che a piccole dosi.
Parlò così a lungo con i miei occhi
senza dire nulla, che mi ritrovai
smarrita nella foresta delle mie ombre
e non risposi.
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Mirela Stillitano
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