Pansofia
Francesco Paolo
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Ho rivissuto il fuoco e la tolleranza,
cerchiato i meandri con l'iride aperta
a burrasche e opinioni.
Non ho serbato una goccia di asperità,
ma ho congedato il fiume nell'attesa
di un risveglio più onesto.
Nelle carte ho abbinato sapere e indulgenza,
derive solenni a concentrici umori.
Per cosa, adesso?
Per un nuovo malanno che frena i miei
occhi, un ringhio malfermo che sbatte
alla porta gli angeli della sorte?
Troppi guadi ho attraversato, scanzonati
guerriglieri mi hanno aperto il passaggio
con un verbo di spada.
Più in là, apparirò selvaggio, quando la
veste discinta sazierà le tribù; fino a che
tu, già ilico cane, assumerai un'altra forma.
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Francesco Paolo
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