I semi del tempo
Patrizia Ensoli
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Quante immagini e fole, dove rammento
il ritorno agli occhi miei felici: mio borgo caro
che dell’amore fosti distesa e volo
tra sassi etruschi, incanto d’Appennino.
Tu dormi adesso ed io ricordo: tra verdi secolari
acerbi e fieri, quando d’incanto sorridevi nel sottofondo
ai torrenti in corsa, fischiettando d’acqua tra le rocce
(i natali a Barberino tu trovasti) .
Dunque sospesa a vele giovanili
dell’Eterno amore tu, mi rinnovi
nei fertili altopiani d’orti, nei giardini
ché d’azzurro richiamo alle verdi vigne.
Hai fermato il tempo su per i colli
fra massi diroccati delle torri,
come magia due rondini ad ellisse
sull’autostrada da Mantova Firenze
su cieli mugellèsi, mentre torno
la terra fredda te ne impedisce l’eco.
©
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Commenti (3)
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zani carlo30 gennaio 2015
Meraviglioso cantico dove incastonato in una terra incantata riaffiora il tenero ricordo per una persona cara ...scritta in modo superlativo... complimenti
nemesiel30 gennaio 2015
Elegante e commovente bellezza di un paesaggio che si distende sotto gli occhi del lettore . La mente vi si immerge e ne percorre i tratti con lo stesso sguardo e la stessa emozione dell'autrice. Una poesia classicheggiante al pari di un quadro dei macchiaioli toscani o di neo- impressionisti. Commuove questa esaltazione di luoghi cari all'anima, sentimento che pare quasi scomparso nella frenesia del vuoto che ci avvolge ma che è destinato a riemergere in tutti prima o poi. Splendida chiusa/suggello
Idalgo Visconti30 gennaio 2015
Notevoli le ultime due strofe, esplode sentimento e amore per quei borghi...



