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Natura 31 gennaio 2015 · lettura 1 min · 1545 letture

Cormorani

lucio lucentini 219 poesie pubblicate
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Si sbriciolavano le ore nel freddo del’attesa in geometrici battiti di ali che ignari si sovrapponevano al’aurora. Orgoglio e passione era quel fare censimenti nella cognizione di un lavoro non pagato, un fuoco giovanile, un seme di esperienza vissuta nel’ardore della conoscenza. Uccelli cormorani, ne contavo veloce perfino cinquanta di quelle frecce nere volare a due metri dal’acqua. Segni di carta, lapis di numeri e posando il binocolo mi sedevo a bere il caffè per fumare intanto a due passi uno svasso si tuffava a pescare. Intorno colori riflessi in un cielo silente e ricordo quel fiato svanire nel’alba seguendo le ombre fugaci sul’orizzonte del mare. Immagini, fotografie, dettagli nella quiete dove ogni mattina è un verbo non scritto oltre i confini di nebbia mentre il suono si intingeva con l’onda sulla riva di sabbia. Nulla è più come allora, orizzonti e destini distesi in un tempo che vola.
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Venti, rive, falesie e voli, ricordi di esperienze giovanili in uno studio dedicato per capire le abitudine e comportamenti dei cormorani che all’epoca (fine anni 80) volavano a dormire sulle isole del’arcipelago toscano rientrando nelle prime luci del giorno alle lagune costiere della Maremma.

L'autore
lucio lucentini

Leggere è un piacere che arricchisce il pensiero, scrivere è la capacità di farlo rivivere e vedere ; l’invisibile mano che detta la mente, che componga o giri la ruota di un vecchio proiettore non fa differenza, la sala è buia e silenziosa per quando il film appare sullo schermo allo spettatore in attesa di far pa

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Commenti (1)

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Silvana Poccioni31 gennaio 2015

Molto ben restituita in versi la sensazione del trascorrere inesorabile del tempo e del suo potere di mutare la realtà, tranne, forse, nei nostri ricordi. Ma anche su di essi si è distesa la patina dell'oblio o meglio del cambiamento di prospettiva da cui noi stessi, involontariamente, ci poniamo rispetto al passato. Condivisa e apprezzata