Malata

Eri una terra tutta latte e miele
con le mammelle gonfie d’ogni bene
e il solco maturato dal tuo sole
offriva eccelsi frutti alla sua prole.
Eri felice ricca e sana dentro
coi tuoi poderi pregni di fatica
che con le braccia l’uomo rinnovava
ridando linfa e vita e ti cantava.
Ora sei inerte arida e malata
con la tua gente vuota e già segnata
che figlia dell'infamia e del sopruso
nasconde nel tuo seno un male chiuso.
Ora sei sola triste e abbandonata
terra di compassione e di peccato
e tu che eri vita e paradiso
ora sei un volto senza più un sorriso.
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Commenti (1)
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Antonio Terracciano1 febbraio 2015
Non ci sono note alla poesia, ma da parecchi particolari mi sembra di capire che queste perfette quartine di endecasillabi si riferiscano alla "Campania felix", diventata purtroppo, per colpa dell'uomo, "infelix" . Ogni volta che leggo, scrivo e vivo queste cose, non posso fare a meno di ricordarmi di Benedetto Croce, che in un suo studio fece un'approfondita analisi del perché, già tanti secoli fa, nacque, prima nella stessa Italia, e poi all'estero (soprattutto in Germania), il famoso e poco gratificante detto: "Napoli è un paradiso abitato da diavoli"!