Dove c'era l'erba
antonio gariboli
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Stamani l’alba era spenta,
il paesaggio grigio,
non c’era il sole ad illuminare
i prati umidi
a far brillare la rugiada
non c’è più traccia di vita umana
né nei campi, né per i sentieri
e non soffia più il vento,
quello che portava gli odori
della campagna
non c’è più quell’orizzonte
dove si perdeva lo sguardo,
si viaggiava con le mente
e mentre si sognava si spiccava il volo
per mete lontane
tutto è cambiato,
lo sguardo sbatte violentemente
contro pareti grigie
tra alberi smarriti
perfettamente tosati e pettinati.
©
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L'autore
antonio gariboli
Commenti (1)
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Davide Ghiorsi2 febbraio 2015
Spesso uno dei più grandi dolori, è notare il cambiamento rapido del paesaggio che trasforma sfondi a noi cari in luoghi diversi, portandosi via i nostri ricordi, le nostre radici, le persone a noi care... di fatto null'altro, poi, è il tempo che passa e che cambia il volto alle persone ed a tutto ciò che le circonda. In questa poesia, l'autore coglie tutto questo infinito malessere interiore. Molto bella.

