Il tempo esiste (no)?

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Se tutti riuscissimo a scrivere dell'attimo che siamo nell'attimo in cui "siamo" avremmo una capacità meravigliosa... ma non è da tutti perché per nulla facile. L'autrice lo fa con maestria poetica e ci rimanda in flash quell'astrusa (da me mai compresa) dell'inestistenza del tempo e del suo essere una (inafferrabile) categoria...
la poesia è raccontare, che sia facilmente fruibile o più arcano, il proprio sentire e le parole creano intrecci inaspettati, anche a chi scrive, la sensazione è come un filo al quale si annodano perle, e diventano musica, diventano poesia
Il momento in cui nasce e cresce dentro di noi il verso, l'essenza poetica che fluisce sul foglio nudo... quel momento non è tempo, ma parentesi temporale che si apre per mostrarci il vero senso, l'immutabile dimensione che è oltre i nostri sensi, la nostra percezione. Il tempo è solo un'illusione? Forse, chissà. Bella poesia, fa riflettere...
" siamo miracoli provvisori, o eterne elaborazioni di noccioli empirei, tutti da sviluppare"... POESIA!!!!
Il metro con il quale siamo soliti misurare la vita diventa in questi versi effimero, superfluo, relativo. Non c'è nulla che possa essere catalogato in base a questo strumento giacché inadatto a calcolare l'incalcolabile. Difficilmente il tempo riesce a spiegare quello che una poesia come questa sa esprimere: un miracolo che profuma di ciclamini in fiore.
La definizione di noi stessi è si di per se un esercizio difficile da comunicare e scrivere, anche se poi nella poesia introspettiva questa tematica rappresenta un passaggio fondamentale per mettersi alla prova. Per me il tempo è quasi una onirica che tutto tocca e tutto modifica. E' una presenza che affoga e lascia scampo... è una poesia bella complimenti
Mi sembra di poter affermare che Patrizia abbia impresso delle fugaci sensazioni condotte l'una all'altra da un sottile filo rosso che le assembla assieme. È un insieme ben legato di sensazioni e ragionamenti sull 'esistenza che ho molto apprezzato.
Il mistero della vita è l'energia che tiene il mondo in equilibrio. Ecco perché non c'è filo che porti allo svelamento, sprofonderemmo negli abissi dell'inimmaginabile. Tra noi e il tempo infinito c'è il cosiddetto baratro, profondità indefinita, dove probabilmente è imploso il big ben della vita. Fantasticheria d'altro mondo le nostre supposizioni sul concetto di una grandezza astratta che, con nomi diversi, secondo le lingue nell'etere si esaurisce, mentre noi, nulle entità dell'Universo ancora siamo inviluppati in quel bozzolo delle metamorfosi, e chissà quant'altri mutamenti nell'ere geologiche ci attendono.
è una riflessione che ci porta a tentare di definire spazi e tempi di questo pianeta! la leggerezza dell'essere in un tempo che scorre ma che a volte non percepiamo! il tempo così reale, così virtuale e sconosciuto, dilania e dilata le nostre essenze, tanto da farci sembrare sospesi a volte!








