Ancora ti cerco con occhi stanchi
alias Marina Pacifici
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Dimmi cos'è rimasto di me
dopo il sapore amaro del naufragio,
delle mie mani nude e ferite
tenacemente impegnate a ricomporre,
dopo lo schianto del fasciame,
la vinta chiglia.
Dimmi come mai, padre mio,
oltre la nebbia degli anni
ancora ti cerco con occhi stanchi
nella mia sera
con desolato amore di figlia
e sussurro al vento quanto mi manchi.
Dimmi quando,
oltre la vita ed i suoi crudeli inganni.
ti incontrerò di nuovo,
lungo i binari dell'eternità,
e se tra i raggi dell'aurora
nella lacrima di un abbraccio potrò dirti:
“Eccoci ancora insieme, papà...”.
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L'autore
alias Marina Pacifici
Commenti (2)
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Antonio Biancolillo2 febbraio 2015
Versi che sanno portare in quell'oltre... oltre il primo pensiero... dove l'immaginare diventa quasi realtà... e ritrovare il sapore di un abbraccio ...ancora così vero... Stupenda la strofa di chiusura... densa di emozione... e poesia... Molto apprezzata...
Davide Ghiorsi2 febbraio 2015
Versi di infinito e sconfinato amore ed allo stesso tempo di amara tristezza che tagliano ed uniscono due dimensioni, forse parallele, ed il profondo dolore riporta alla mente uno dei più grandi interrogativi dell'uomo e cioè se un giorno riusciremo a ricongiungerci con i nostri cari che non ci sono più. L'ultima riga strappa completamente gli occhi ad un fiume di lacrime. l'autrice.


