874 lettori online · 358.983 poesie · 7.563 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Sociale
Sociale 4 febbraio 2015 · lettura 1 min · 4296 letture

In fila verso il pozzo

Sara Acireale 690 poesie pubblicate
+ Segui
È lontano il pozzo e già scivola nel suo cuore lo sgomento Sono scalzi i suoi piedini ha una brocca sulla testa. Sono tante le ore di cammino lei è in fila con altri bambini. Aisha piange per la fatica mentre attraversa la valle. Chiude gli occhi, li riapre Il sole picchia e brucia la pelle. Finalmente... ecco il pozzo. Riempie la brocca ma ormai è quasi buio e deve ritornare al villaggio. E’ stanca, trafelata senza un sorriso, una carezza ma... cammina.
#Sole#Acqua#Tristezza#Piangere#Cuore
♥ 0 💬 25
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Sono tanti i bambini nel Sud del mondo che non riescono a godere della loro infanzia. Non possono giocare, non hanno i mezzi per andare a scuola e, molte volte, sono costretti a fare chilometri (con i loro piedini scalzi) per andare a riempire una brocca d'acqua nel pozzo più vicino. Camminano per ore sotto un sole cocente, partono di mattina e ritornano a casa che è quasi sera. Tutto questo lo trovo molto INGIUSTO. Ci vorrebbe più attenzione per l'infanzia che, per tutti i bambini del mondo, dovrebbe essere il periodo della gioia e della spensieratezza.22 febbraio 2016
L'autore
Sara Acireale

Scrivere è per me VIVERE, non posso farne a meno. La scrittura per me non è terapia e nemmeno una forma di evasione. È qualcosa di più, scrivendo cerco di fare la conoscenza con me stessa. Penso che la poesia sia come un fiore. Il fiore ha bisogno d’ acqua e la poesia di stimoli, di lettura, di confronti... Non si fini

Tutte le opere →

Commenti (25)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
carla composto4 febbraio 2015

e noi che ci lamentiamo in continuazione mentre queste anime soffrono anche per procurarsi dell'acqua... un tema sociale trattato con dolcezza e maestria che ci porta a riflettere su quanto siamo fortunati senza rendercene conto... la mia lode

rita iacobone4 febbraio 2015

Un degno argomento ben trattato da una autrice che si distingue per sensibilità verso il prossimo. Quanto dovremmo stare zitti noi uomini che alle comodità quasi non facciamo più caso, laggiù in Africa, si vive per un sorso d'acqua, ma ugualmente si va avanti perché la vita è sacra. Parole che inducono ad una seria riflessione.

Umberto De Vita4 febbraio 2015

Un tema sociale in una poesia di prim'ordine. Si, è vero; noi siamo abituati ad aprire il rubinetto e non ci rendiamo conto della fortuna che abbiamo, mentre in alcuni paesi devono fare chilometri per soddisfare i loro bisogni con una fatica incredibilmente pesante, specialmente per i bambini. .

Giovanni Chianese4 febbraio 2015

Sono versi che ben rendono il significato della povertà gravante sui paesi sottosviluppati, dove un semplice gesto fatto da noi per accedere a un bisogno primario, è fatica enorme per creature innocenti e mamme disperate dalla fame. Per loro aprire il rubinetto dell'acqua è come sognare, per noi è realtà, che rientra nella banale consuetudine. Stare in fila davanti al pozzo dell'acqua, nell'era del 21° secolo, è una vergogna che l'umanità non può sottovalutare. Non abbastanza è stato fatto per dare dignità ai poveri della Terra, un minimo di sussistenza basta per far sorridere milioni di bimbi, che nel silenzio si spengono all'ombra dell'indifferenza.

Giovanni Licata4 febbraio 2015

In un mondo dove la ricchezza supera l'orgoglio, ancora si devono vedere scena- coli di popoli in fame dissetati di ingiustizia e l'oltraggio. Mondo così ricco della sua gloria di alto rango d'innovazioni non chiudono il capitolo di sete e fame, in queste terre povere di miserie e cultura. Tema sociale che lede l'orgoglio alla collettività, noi poeti dobbiamo essere da propulssori a queste inadempienze brava .

Massimiliano Moresco4 febbraio 2015

Conoscendo Sara da un po' di tempo a livello poetico, so che il suo sentimento, la sua voglia di giustizia sociale è tanta e non smette di rimarcarla. La poesia, come ha sottolineato Carla, è molto dolce e ha come soggetto una bambina tra le tante che ci induce a provare ancora, se ce ne fosse bisogno, maggior empatia verso questi popoli sfortunati.

Pagu4 febbraio 2015

Una triste realtà che viene descritta con grande sensibiità nei versi di questa poesia. Allora è facile commuoveri pensando all'infanzia rubata e alla rubata spensieratezza. Complimenti, la tua poesia sa come colpire il cuore di noi lettori. Un bel lavoro.

Patrizia Ensoli4 febbraio 2015

La metterei sotto al piatto e sui cuscini dei potenti... l'appiccicherei sui vetri del bagno, mentre si lavano i denti... Aisha paga ... paga i lussi degli eletti del mondo un mondo in cui c'è abbastanza per tutti, ma gli eccessi di molti, si reggono sui passi di tutte le Aishe del mondo! Sentita e condivisa!

Rosita Bottigliero4 febbraio 2015

Una triste realtà che ci perseguita purtroppo, sono vere pennellate di poesia che lasciano meditare e sempre rattristire l'animo. Ottima per forma e contenuto. Bellissima

Donato Leo4 febbraio 2015

Una dura realtà durata fino a pochi anni or sono. L'acqua veniva attinta dal pozzo o dalla fontana per tutte le esigenze della famiglia. Tale incombenza veniva affidata ai bambini. Poesia che mi ha portato indietro nel tempo, perché anch'io assolvevo questo incarico.

piera tola4 febbraio 2015

Fanno tenerezza... molta tenerezza... gonfiano il cuore scene così...lacrime che non bastano a far cessare tutto... come niente fosse. E pure chi potrebbe non muove un ciglio... Senza parole per l'acqua poi che è fonte di vita.

Maria Assunta Maglio4 febbraio 2015

Aisha bambina speciale, a piedi scalzi va al lontano pozzo per prendere l'acqua. In fila aspetta il turno poi stanca, trafelata torna al villaggio, senza sorriso cammina. problema attuale che riguarda tanti bambini sfruttati, invece di essere protetti e cautelati.

Melina Licata4 febbraio 2015

Una triste realtà quella di Aisha che non lascia certo indifferenti chi ha ancora nel cuore tanta sensibilità. E se si pensa che ancora nel terzo mondo ci sono di queste dure ed amare realtà, vengono i brividi e nel cuore tanta rabbia ed amarezza perché il resto del mondo non fa niente o troppo poco... Anche loro hanno diritto di vivere l'infanzia come tutti i bambini del mondo... Una poesia dal tema toccante che porta alla riflessione che l'Autrice ci espone con tanta delicatezza e maestria...

Paola Vigilante5 febbraio 2015

Una triste realtà che riguarda ancora molti Paesi sottosviluppati dove anche un bene di prima necessità, in condizioni normali reperibile senza troppe difficoltà, diviene prezioso come l'oro e per averlo bisogna sottoporsi a pesanti sacrifici come lunghi tragitti sotto il sole cocente. Ancor più duole il cuore quando ad essere coinvolti sono bambini come Aisha, la cui esperienza è ben descritta in questa riflessione molto toccante. Purtroppo quando si vive negli agi, a volte, non si riesce nemmeno a percepire lontanamente la fatica nella lotta per la vita di tanti fratelli meno fortunati di noi. Sentita profondamente, mi sono fermata a riflettere.

emmalisa lucchini5 febbraio 2015

questi versi toccano il cuore e sanno dare voce a questi esseri umani privati della dignità. Con la dolcezza e musicalità l'Autrice sa evocare con maestria i bisogni estremi "l'acqua" che è Vita per tutti gli esseri viventi, loro invece necessitano di tutto... Aisha depredata dell'infanzia, qui evocato tutto il dolore. La Poetessa ci porta alla riflessione, il mondo occidentale ha molte colpe, sfruttamento, colonialismo, le guerre... un mondo dove i ricchi diventano sempre più ricchi.

L'acqua è indispensabile elemento- madre delle nostre origini, per questo è metafora suprema, sinonimo assoluto di vita, ma per molti esseri umani e nostri coinquilini su questo pianeta resta ancora una chimera, un privilegio quasi inaccessibile, una promessa mancata ... da rincorrere quotidianamente con fatica e sforzo inaudito ... un 'prezzo' da noi ormai dimenticato che per bimbe come Aisha diviene mezzo necessario per preservare un dono prezioso ... parabola poetica lucida e acuta che incide efficacemente tra le storture e contraddizioni del nostro vivere e con- vivere

Cinzia Gargiulo8 febbraio 2015

Una triste realtà, frequente in alcuni paesi ma lontana dal modo di vivere di noi occidentali abituati a sprecare l'acqua senza stare troppo a pensarci... Versi che fanno riflettere e che potrebbero essere un buon incipit per un racconto su questo delicato tema, molto apprezzati.

Salvatore Testa8 febbraio 2015

Paesi a cui manca tutto e si deve far fatica anche per ottenere il bene prezioso quale è l'acqua. In occidente invece si spreca ogni cosa. Versi che apprezzo molto per il tema trattato e che anche ci inducono a una forte riflessione.

Agnese Iannone9 febbraio 2015

Versi chiari e incisivi, che evidenziano la triste realtà di bambini, che affrontano fatiche pesanti, più grandi di loro senza lamentarsi. Purtroppo in questa società molte sono le differenze di classe, le incoerenze e le ingiustizie. A noi piange il cuore ma siamo impotenti nel cambiare la sorte di questi poveri bambini. Forse sono più felici di quelli, che hanno tutto e si lamentano.

Alberto De Matteis9 febbraio 2015

Dura realtà quella descritta mirabilmente dalla brava Autrice, che con sobrietà e tanta delicatezza di espressioni, fa riflettere tutti coloro che dovrebbero provvedere affinchè l'infanzia possa essere protetta in ogni dove.

Luciano Capaldo23 febbraio 2016

Nella eleganza e dolcezza di questi versi il dramma di popoli e bambini raccontato e verseggiato con amore e vicinanza spingendo il lettore alla commozione. .

Grazia Denaro23 febbraio 2016

Bambini senza infanzia, privati della libertà di giocare, di ridere di correre allegramente con gli altri bambini. La fatica e le imposizioni dei grandi diventano legge e malinconia nei loro piccoli cuori. Un argomento trattato egregiamente dalla poetessa che con i suoi versi invia immagini veritiere che arrivano al lettore crudamente sull'infanzia mancata!

Giuseppe Gallo23 febbraio 2016

L’infanzia negata è una delle piaghe più offensive per la dignità umana, ma purtroppo esistono ancora luoghi dove i beni di prima necessità come l’acqua si ottengono solo a costo di sacrifici, che coinvolgono anche bambini che responsabilmente rinunciano ai giochi per dare il proprio contributo. Versi dolci e commoventi stilati con grande sensibilità dalla brava Poetessa.

Grazia La Gatta23 febbraio 2016

Purtroppo, in tutte le parti del mondo esiste il problema d'infanzia negata, anche in Italia e nel resto dell'Europa, in paesi che vengono considerati "civili", poi ci sono paesi dove il fenomeno è più esteso, come in Africa, India e sud America. I bambini hanno diritto ad essere bambini e crescere imparando attraverso il gioco. Molta verità in questi versi dell'autrice. Piaciuta e apprezzata.

Anna Di Principe23 febbraio 2016

Una lirica dai contenuti drammatici e toccanti, in quanto analizza la difficoltà di essere bambini nei paesi che consideriamo sottosviluppati... basta pensare alla fatica che bisogna fare per un piccolo rifornimento d'acqua e moltissimi sono i bambini sfruttati per poter mangiare e sopravvivere. Si potrebbe aprire un ampio e tragico scenario riguardante la povertà subita dai piccoli e teneri piccoli che dovrebbero giocare e non lavorare. Pregevoli e di grande spessore sono i versi stilati dalla Poetessa Sara sempre attenta alle problematiche dei più deboli... a Lei il mio apprezzamento sentito .