Le mie ancore
Mio dolce rifugio
è un dolore sottile
la tua assenza.
Aspettando la tua voce
mischio le carte
fino a confonderle.
Non ci sono vinti
né vincitori.
Soltanto un incolmabile
vuoto.
Le tue mani sottili
-ancore-
del mio naufragio
talvolta
attraccano altrove.
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L'autore
Mara Fiorentini
Nasco nel 1955 in un piccolo borgo situato nell'appennino modenese e lì rimango fino ai 18 anni, vivendo i primi anni 70 con la gioia di chi ha un mondo tutto nuovo da scoprire. Credo sia nata in quegli anni la voglia di scrivere, ma non ho mai considerato il mio bisogno di farlo come espressione poetica vera e propria
Commenti (1)
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Francesco Rossi4 febbraio 2015
Ancore di salvezza che gratificano l'amore come una grande conquista, il non affondare negli abissi e quindi calare le ancore e rimanere saldi.
