Amore
6 febbraio 2015
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Vento di tempesta

Come burrasca sul mare,
nel viaggio intrapreso verso il nulla,
credo così di vedere la luce,
certamente il tuo sguardo che da sempre
mi accompagna.
Ho lavorato ubesti di ossidiana,
con scalpello di bronzo,
perché il Faraone potesse intraprendere
sulla barca solare la trasmigrazione oltre la vita.
Il gelso antico si colora di gemme,
cadenza sui rami le stagioni trascorse
proteso oltre il cielo dalle trasparenze ovattate.
Quante volte ho ascoltato il respiro della vita!
Il mio polso liberato dal braccialetto di cuoio,
offerto a te come mio dono d'amore,
mentre il fuoco arde e dalla tua finestra mi mostri
la neve soffice appena caduta a coprire la terra.
Ricordo tra metafore di celluloide quel film,
la protagonista suora, fuggita dal convento e sostituita
dalla Madonna a cui apparteneva,
gli amori infranti e il suo ritorno.
Mia madre mi porge l'aquilone e cenere di Cnosso
mi sparge sul capo,
sui cortili di Kabul nel cielo vola il mio aquilone,
spero che la colla di farina lo mantenga integro
come i miei sogni.
Sapresti dirmi amore perché ci amiamo?
Siamo nati insieme sai?
Frammento cosmico di stelle e atomo d'amore
che si rinnova nel sangue di noi amanti.
Ti amo.
Così guardo meduse morire e polverizzarsi in cristalli,
microrganismi marini ritornare al mare,
quanto sole ora nei miei occhi,
il sole del tuo sguardo, il calore delle tue parole,
resta al mio fianco amore abbiamo l'eternità da percorrere
e sconfinate dimensioni d'amore da colmare.
Modello l'argilla etrusca perché dia respiro al mio respiro,
l'anfora che dovrà contenere l'olio e il vino,
ancora la coloro di toni di grafite perché
possa solcare il mito del popolo del mare.
Mi sembra di sentire voci di bambini aleggiare,
gemiti di donne partorienti, altri gemiti di donne in amore,
sopraffatte, felicemente sfinite dall'amplesso.
Amore tu sai che io ti amo vero?
Sempre più di sempre!
Oltre lo stesso amore io ti amo!
Più del cielo, del mare, della terra, della luna, io ti amo.
Ricordavo la Sibilla curarmi con il sale le ferite,
parlarmi con voce suadente... invitarmi a fermarmi,
senza più rincorrere la vita senza vita,
Ancora sentivo la presenza dei Lari proteggere la nostra casa,
i silenzi infiniti, le tue parole d'amore,
la tua sottoveste di seta e lo sguardo di luce.
Il vento di tempesta ha ora sembianze di movimento,
vento di Maestro che increspa il mare a disperdere cristalli di sale.
Respiro te, vivo di te, oltre il tempo e la vita.
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