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Ribellione 8 febbraio 2015 · lettura 1 min · 3640 letture

Via l'angoscia

Francesco Rossi 1097 poesie pubblicate
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Svela quella tua nascosta paura, chiacchiera, ciarla, urla fa che il batticuore non diventi struggicuore e l’esitazione non prevalga sulla spontaneità immediata giacché il mio piacere dalla tua parola caro amico mio io spero.
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L'autore
Francesco Rossi

Francesco Rossi nato a Sestri Levante il 24/01/1958 Pensionato. Terminata la scuola dell'obbligo nel 1974 assunto come operaio in una ditta, nel 1976 assunto in Fincantieri dove per 35 anni ho svolto la mia professione di operaio speciallizato. E' in quei anni che si completa la mia formazione culturale con l'impegno

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Commenti (22)

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Cristiano De Marchi8 febbraio 2015

E' un canto di liberazione, parole che invitano a svelar ogni paura sapendo che chi ci ascolta apprezza la sincerità di un amico. Pensiero profondo che avvicina l'anima a chi ti vuol bene. Si leggono sempre volentieri le tue opere, poi si sta bene!

piera tola8 febbraio 2015

Tenere tutto dentro in attimi di confusione fa male, la voglia di urlare deve riflettere realisticamente quello che è un sentire interiore. Lasciare repressa la rabbia, può portare solo rancore... fa male. Essere in sintonia con se stessi, lasciandosi andare a quello che è il riflesso d'un pensiero che chiaro urla in faccia tutto lo sfogo liberatorio...

Anna Di Principe8 febbraio 2015

Il tema affrontato è estremamente interessante, infatti il poeta invita alla comunicazione, ad interagire con gli altri, perché parlare, dialogare, urlare ci dà benessere, una sorta di psicoterapia. In effetti è una necessità stabilire contatti umani, anche se nella realtà quotidiana osserviamo numerose persone che si chiudono in se stesse. Interessante e fluido lo stile ...traspare nei versi la passione poetica dell'autore .

Berta Biagini8 febbraio 2015

Ne so qualcosa di questo tarlo capace di uccidere le ore – niente ha più un significato, in una vita fatta solo di rimorsi – poter riuscire ad espellere quel che rode dentro è una grande fortuna, non credo però di molti.

carla composto8 febbraio 2015

molto bella esortazione sentita a scacciare l'angoscia che spesso logora chi ne viene colpito... male comune a molti... bravo l'auore che e parla e che tratta questo tema con in delicati ma incisivi versi ...il mio sincero plauso

picciro8 febbraio 2015

Una bellissima preghiera a scacciare l'angoscia che deturpa l'anima e a confessarla! Ci sarà sempre qualcuno disposta a sentirla con le orecchie del cuore. La parola, come mezzo di congiungimento al genere umano che diviene spontaneità che svela i dissidi interiori! Complimenti davvero... splendida esortazione...

Azar Rudif8 febbraio 2015

E' un'esortazione che condivido e sono le parole giuste per un amico dominato dall'angoscia. Sono parole di ribellione e la ribellione è sempre giusta e forse l'unico antidoto ai mali. Meglio distruggere ciò che fa male, recuperarlo potrebbe significare lasciarlo in vita. LE ribellioni nascono sempre distruttive e senza esitazioni. Sono come un assalto. Ottimi versi per un ottimo consiglio ad un amico.

Maria Assunta Maglio8 febbraio 2015

parlare con l'amico della paura che lo attanaglia, e' medicina, le parole rendono più leggeri; la psiche supera gli ostacoli nel cammino di vita.

Carla Colombo9 febbraio 2015

Ma che bel monito, mai aver paura di esternare il proprio sentire, sentirsi liberi di rivelare anche i propri difetti o paure, chi tiene tutto dentro si ammala! W la spontaneità!

Donato Leo9 febbraio 2015

Poesia che invita ad essere più comunicativi con i propri simili. Confidarsi con i veri amici, rende l'animo più leggero.

Agnese Iannone9 febbraio 2015

Il silenzio uccide più della parola, meglio sbottonarsi e fare uscire fuori la rabbia, che non va contenuta, altrimenti si vive nell'angoscia. In pochi versi l'autore ha espresso con chiarezza il suo pensiero. Bravo!

Paola Galli10 febbraio 2015

è un invito alla libertà, quella di dire la propria, senza paure ne angosce, quella di essere genuini ed autentici, quell'autenticità e veridicità che sempre più ci viene strappata di dosso e che invece è ciò che di speciale ed unico ognuno di noi possiede.

Francesco Scolaro10 febbraio 2015

Con questi suoi versi ben redatti l'autore invita a ribellarsi a se stessi quando si è tentati di trattenere lo sfogo il cui esito può essere anche di nocumento. Tirare fuori quello che si ha dentro nell'immediato è invece occasione di poter cogliere la spontaneità del momento.

Claudia Magnasco10 febbraio 2015

Bellissima! Un invito a non darsi per vinti e a tirare fuori tutto il malessere, perché le persone che sanno ascoltare e accogliere il dolore ci sono... sono gli amici, quelli veri, quelli che se i malumori li si divide con loro, pesano meno, a volte addirittura scompaiono. Grazie e buon tutto Francesco

Antonella Garzonio10 febbraio 2015

Confidare i propri crucci, le proprie angosce aiuta a scaricare le tensioni. Parlare dei nostri problemi ci aiuta a vederli in modo più obiettivo e distaccato. Sempre gradevole leggerti, belle riflessioni.

Antonio Biancolillo11 febbraio 2015

Certo... via l'angoscia... in questa unica possibilità del nostro percorso cercare ...quanto più possibile... di gridare le proprie paure... senza alcun timore... scaricarsi dei propri affanni tra parole e sorrisi... un bel gioco da tenere sempre a portata di pensieri... Molto apprezzata...

Giovanni Chianese11 febbraio 2015

La clausura delle parole ingrossa le pareti del cuore e affligge l'istinto caratteriale non liberando il veleno che si è accumulato in corpo. Lo svincolarsi da questa costrizione è come uscire dall'apnea col fiatone di libero dissenso a vantaggio di un beneficio fisiologico e morale, anche se l'entità delle parole potrebbero esporre il soggetto alla pregiudizievole conseguenza. Insomma quando un amico ha da confidarsi nei confronti dell'altro che lo faccia pure, perché oltre ad essere uno sfogo, metterà in chiaro disaccordi che, se non risolti in tempo, potrebbero anche ledere la personalità. Un estratto dell'autore abilmente stilato è un’esortazione a liberarsi dall’angoscia delle parole non dette.

luisa taruffi11 febbraio 2015

la bellezza della vera amicizia dove il desiderio di sentire la voce liberatoria del proprio amico viene espressa molto bene nella tua poesia pare di vedere due mani che si uniscono nell'unione della liberazione e di accettazione che solo due anime sincere possono provare

Daniela Dessì12 febbraio 2015

Un incoraggiamento A SFOGARE QUEL CHE SENTIAMO, A CONDIVIDERE LE PROPRIE ANGOSCE CON CHI CI STA VICINO, PER SUPERARLE E VINCERE IL TIMORE CHE CI ASSALE, ALLEVIANDO LE DIFFICOLTA' DELLA VITA.

rita iacobone14 febbraio 2015

Dal concetto del poeta appare evidente di come sia diventato difficile per le persone esternare ciò che veramente provano, la spontaneità oramai è diventata cosa rara di questi tempi, credendo sia meglio dimenticarla. Bene invita l'autore a non temere, poché con il raccontarsi si può creare un ponte di comunione tra gli uomini tutti.

D
Dorella Dignola15 febbraio 2015

Pensiero poetico ben espresso in versi liberi e sciolti.

Lidia Filippi15 febbraio 2015

Una bella poesia, un bel messaggio! Magari poter urlare ai quattro venti la paura e lo sgomento che a volte ci assale e non ci permettere di vivere a pieno i nostri giorni! Come ben esposto dall'autore è l'amicizia il rifugio sicuro e consolatorio. Molto apprezzata