Nacqui dal travaglio dell'amore
massimo turbi
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sorsi al far del giorno
sulla sabbia intrisa
dalle lacrime di Dio
lasciando le impronte
dietro al mio destino beffardo
colmo di brividi a fior di pelle
nacqui dal travaglio dell'amore
dove la sete brucia
la voglia di conoscenza
all'ombra della clausura
e nel pormi domande
allo spirito che mi tenne la mano
mille anni or sono
aspettai l'ardir funesto
nei palmi che trasudano di mestizia
nelle stanze vuote
cantando le lodi del mattino
racchiuso nelle mani nelle tue
mi accoccolai tra le spire dei tuoi sorrisi
cercando nuovi angoli da baciare
e ti guardai con venerazione
alla luce della commozione
mai provata alcuna
esaltando con passione
la voglia di rinascere
alle tue falde
pronto a dimorare a te
insieme ai sospiri del amore
senza fine
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massimo turbi
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