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Sociale 11 febbraio 2015 · lettura 1 min · 1589 letture

La foiba di Basovizza

You Don’t Know Me 2516 poesie pubblicate
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cadevano due a due nei baratri tra i monti dove scorrono fiumi impietosi e la pietra taglia cadevano a colpi di mitraglia legati dalla stessa sorte filo di ferro ai polsi il terrore negli occhi nelle foibe gettati legati ai sassi l'inferno li accolse nei bui crepacci spaccando le ossa terra nella gola piombo nella carne vivi e morti nello stesso sangue nella stessa fossa e per finir le bombe a cancellare l'orrore sepolto nella dura roccia
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Le vittime nella voragine di Basovizza, venivano prelevate nelle case di Trieste, durante i 40 giorni di occupazione jugoslava della città (dal 1 maggio 1945). Questi, con le mani straziate dal filo di ferro e spesso avvinti fra loro a catena, sospinti a gruppi verso l'orlo dell'abisso. Una scarica di mitra ai primi faceva precipitare tutti nel baratro. chi non trovava morte dopo un volo di 200 metri, continuava ad agonizzare tra gli spasmi delle ferite e le lacerazioni riportate nella caduta tra gli spuntoni di roccia. Molte vittime erano prima spogliate e seviziate.

L'autore
You Don’t Know Me

il certo di me non potrà mai essere rimango nell'incerto * 1° aprile 1958 * you don't know me

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Commenti (1)

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Giovanni Licata11 febbraio 2015

Assurda ombra della morte, impervia quei monti dove le bombe cancellano vita e tormenti. Orrori da cancellare dai ricordi, disapprovare a chi dai suoi simili falciano la vita.