A te
E' stato in quel momento,
quando ho aperto gli occhi.
Il tuo sorriso,
denso di profonda e soave felicità,
ha scaldato il mio triste e vecchio cuore,
ormai consumato dalle tenebre di anni
celati nel lungo sonno eterno.
Quel che la luce mi ha concesso,
il passato infame e immorale,
ha riportato, nel presente, nelle buie stanze
il tragico sapore del dolore eterno.
Quasi a toccare il cielo terso, con le sue pallide nuvole,
abbagliato dal verde dei campi vergini,
passeggiai, a lungo, alla ricerca del tuo spirito,
celato tra le fitte nebbie del mio dolore.
E quella mano afferra la mia,
mi sottrae alle fiamme demoniache,
al calore nauseabondo di quella spettrale entità.
E' stato in quel momento, quando ho aperto gli occhi,
e nel tuo sorriso, denso di soave felicità,
ho riabbracciato un'esistenza sperata.
©
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