Mangiavi le mie dita
massimo turbi
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immersi respiri
appaiano sui seni baciati
dalle lingue avide
di riversi piaceri
stillante sul corpo
di perversi capricci
ti amai dal primo istante
nuda tra le mie gambe nervose
avvolti nella passione sfrenata
e ti presi sul tavolo dell'albergo
ancora vestiti e già ansimavi
non riuscendo a capire
da dove venisse tutta la pazzia
della passione mai provata
mangiavi le mie dita
mentre eri cosi impregnata
dal mio sesso gonfio
non avendo via di fuga
raggomitolata com'eri
con le gambe sulle mie spalle
ed io in piedi come i bronzi di Riace
scatenando la virilità assopita
e ci dimenavamo
come le tempeste estive nell'oceano
bagnandoci dal fervore
di sentirci eccitati
come mai era accaduto prima
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