Era la stagione del glicine in fiore
alias Marina Pacifici
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Cosa mai potrò narrarti
mentre dormi nella valle d' inverno
ed un raggio d'oro accarezza il tuo riposo
vinta la tenebra del dolore.
Quali parole farò per te sbocciare
sciogliendo il ghiaccio
che da anni m' assidera il cuore.
Forse un ricordo fanciullo
nella girandola variopinta di pensieri
mi farà ritrovare a te vicino, padre,
sui sentieri di ieri.
Si spegneva nei tuoi passi il sole
sorridendo tra le sere d' estate
ed il profumo di rugiada
si perdeva nel respiro del giardino.
O forse erano i tuoi racconti
fragranti di agreste nostalgia,
la melodia dolce della tua voce
nel bagliore di mille lucciole
a illuminare il mio cuore bambino di luce.
Era la stagione del glicine in fiore.
Ora che il sorriso di quel tempo si è perduto
soltanto questo rammento
di una vita insieme, Tu lo sai,
la storia di un amore
scritta nel vento.
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alias Marina Pacifici
Commenti (1)
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Davide Ghiorsi13 febbraio 2015
Questa poesia fa capire che l'amore non finisce con la morte, l'amore continua e ci si continua ad amare anche attraverso due dimensioni... spero che in futuro mia figlia proverà per me lo stesso amore che l'autrice continua a provare per il suo adorato papà, ed egli da dietro quel velo starà dolcemente sorridendo. meravigliosi versi.

