Tu donna

Tu Elena Lucrezia
tu Poppea
mia carne blasonata
in questo letto
compagna del piacere
mai creato
sei il dono
più invitante
e consacrato.
Tu mia regina donna
e meretrice
mia voglia disperata
e ingannatrice
fammi infioccare
il mondo tuo
e il tuo frutto
fammi felice
questo farabutto
che spinge
a più non posso
e fila diritto
nel cuore
del tuo rorido
soffitto.
Tu Venere Cleopatra
e Messalina
mio genio tormentato
e medicina
tienimi stretto a te
e a questa ampolla
tenaglia invertebrata
che non molla
e prendimi nel giogo
con l’ardore
di chi respira e coglie
solo amore.
©
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