Dentro l’ultimo nido (dell’inverno)
Maria Grazia Vai
701 poesie pubblicate
+ Segui

Non le parole
che illuminano spiagge
piuttosto
granelli di sangue
dimenticati accesi
tra me, te
e le ringhiere ammutolite di un cortile.
Oltre la siepe
vive un rumore d’aria
come di un treno
che non aspetta
che il fischio della notte per trattenerci
come di onde
fiorite nel costato
come di un viaggio di chi no ha più
un volto
o un’ombra da scoprire
(Esilio di labbra che trovano
respiro
dentro una bolla d’acqua)
nel fondo di un tramonto senza fiato
nei solchi delle zolle
nelle risaie disseminate a viole
-vive
quel nostro ritrovarci, senza portarci via
dentro un fruscio di braccia
e senza voce
che ancora stringono
(E nel mio petto
-come nei pesci- finestre e piantagioni, spalancano)
E nel tuo cielo di comete,
in lontananza,
d’azzurro, cantando -fremono.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Maria Grazia Vai
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Chiara Vacchieri15 febbraio 2015
In quelle risaie seminate a viole la speranza dorme tra le fredde brume di un inverno senza sole. Immagini che descrivono l'ultimo nido della piú rigida delle stagioni, un nido fatto di suoni vivi e belle immagini. Piaciuta.

