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Riflessioni 17 febbraio 2015 · lettura 1 min · 1146 letture

I poeti muoiono a vent'anni

Angelo Ricotta 209 poesie pubblicate
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Non dovevamo invecchiare I poeti muoiono a vent'anni con gli angelici visi intatti straziati da un desiderio d'amore inappagato Muoiono soli in case infestate dalla sfortuna Negli occhi un sogno infantile di un mondo che non può esistere
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L'autore
Angelo Ricotta

Molti trovano la loro maggior fonte d'ispirazione in un'umanità roboante di vite straordinarie popolata di dei, semidei, eroi, re, regine, principi, grandi condottieri, influenti filosofi e scienziati e persino spietati criminali. Io invece sono interessato ad un'umanità molto più silente, negletta dai più, senza gran

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Commenti (1)

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Antonio Terracciano17 febbraio 2015

Ha (parzialmente) ragione Angelo Ricotta: la poesia (un certo tipo di poesia, quella - come egli sottolinea nel testo - che va spesso alla ricerca di un amore troppo idealizzato, che si nutre di sogni infantili, che vagheggia un mondo inesistente) muore a vent'anni, con tre future possibilità: o non si scrive più (come successe a Rimbaud), o si passa a scrivere altro (come fece Pirandello), o si torna ad essa (come - si parva licet - è capitato a me) dopo svariati lustri, con una concezione del mondo e della poesia stessa direi radicalmente mutate.