I poeti muoiono a vent'anni
Molti trovano la loro maggior fonte d'ispirazione in un'umanità roboante di vite straordinarie popolata di dei, semidei, eroi, re, regine, principi, grandi condottieri, influenti filosofi e scienziati e persino spietati criminali. Io invece sono interessato ad un'umanità molto più silente, negletta dai più, senza gran
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Ha (parzialmente) ragione Angelo Ricotta: la poesia (un certo tipo di poesia, quella - come egli sottolinea nel testo - che va spesso alla ricerca di un amore troppo idealizzato, che si nutre di sogni infantili, che vagheggia un mondo inesistente) muore a vent'anni, con tre future possibilità: o non si scrive più (come successe a Rimbaud), o si passa a scrivere altro (come fece Pirandello), o si torna ad essa (come - si parva licet - è capitato a me) dopo svariati lustri, con una concezione del mondo e della poesia stessa direi radicalmente mutate.
